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Nel tempo l’uomo si è distaccato
sempre più dalla natura in genere e, in particolare, da quello degli
animali liberi; ha creato dei suoi spazi particolari: le città.
Nel mondo occidentale, ormai anche nei
paesi e nei villaggi, la “natura” è diventata ormai lontana, se non
addirittura sconosciuta.
Gli animali selvatici restano i soli
rappresentanti del regno animale ancora in stretto contatto con la
natura; ci mostrano, attraverso dei misteriosi comportamenti che noi
definiamo “istinti”, la loro profonda integrazione con delle leggi, non
scritte, che permettono al nostro pianeta di ospitare tante forme di
vita mantenendo la propria armonia.
Gli animali liberi vivono, inseriti
nel mondo, senza apportare distruzioni all’ambiente e senza essere causa
dell’estinzione di altre specie. Ci ricordano che è possibile vivere
in pace una vita semplice, ospiti del creato, dove ognuno prende per sé
solo quanto gli è necessario.
Molti animali oggi sono a contatto con
noi umani, anche nelle città.
L’uomo fornisce, da sempre, cibo e
protezione in cambio di alcuni servizi; frequentemente però, possiamo
parlare di sfruttamento più che di collaborazione.
Anche se addestrati, spesso snaturati,
e costretti a vivere in condizioni troppo disagiate o contrarie alla
loro indole, gli animali conservano sempre quella loro particolare
sapienza dell’essere, che li orienta verso la vita.
La storia ci racconta che è stato
assolutamente naturale per l’uomo, servirsi di persone e di animali
quasi come di utensili, considerandoli adatti solo ad assolvere dei
lavori, e ritenendo che non ne fossero danneggiati.
In quest’ultimo secolo, si è trovato
inaccettabile che un essere umano fosse schiavo di un altro, ma questa
sensibilità non si è estesa ai rappresentanti del mondo animale. Le
leggi che li tutelano dai maltrattamenti e dallo sfruttamento, sono
ancora troppo recenti, e tocca alle persone di maggiore coscienza e
sensibilità portare avanti la loro causa.
Se analizziamo i vari disagi a cui
vanno incontro queste creature, soprattutto per poter condividere la
loro esistenza con gli esseri umani, ci accorgeremo che non è possibile
valutare e capire molto della loro sofferenza, soprattutto quella
emotiva.
…e qui potremmo scoprire l’importanza
e la grandezza dell’uso dei Fiori di Bach per aiutarli;
Attraverso i Fiori di Bach, si può
portare molto sollievo alla sofferenza dei nostri compagni a 4 zampe,
che non possono parlarcene, ma soltanto mostrarla.
Proviamo ad
analizziare alcuni disagi a cui sono soggetti gli animali in cattività e
quelli che, volenti o nolenti, condividono la loro vita con la nostra:
ü
accoppiamenti coattivi
ü
castrazione
ü
fecondazione artificiale
ü
interventi ormonali
ü
isolamento durante l’estro
Teniamo presente che tutti questi
interventi violentano i ritmi biologici dell’animale. In alcuni casi si
tratta però di interventi necessari alla sua salute.
ü
adattamento alla comunicazione verbale umana
ü
imposizione alla convivenza con individui non scelti
ü
incapacità umana di capire la comunicazione non verbale degli animali
ü
isolamento dell’animale dai suoi simili
ü
separazione precoce dalla madre e dai fratelli
La violenza di separare un animale dai
propri simili è la più diffusa e sottovalutata.
Molti animali naturalmente vivono in
branco come noi, e possono soffrire molto dell’isolamento.
Tenere l’animale rinchiuso in casa o
in recinti, limita la loro naturale curiosità verso il mondo
circostante. Non possiamo valutare nemmeno questa sofferenza, se non in
pochi casi estremi.
Ma sappiamo che c’è e possiamo vederla
dalla mancanza di gioia negli occhi degli animali rinchiusi. Per molti
animali, come i cani, il mondo olfattivo riveste l’importanza che, per
noi, ha quello visivo. Come è importante per noi vedere cose nuove e
belle, lo è per loro la scoperta e il piacere di odori nuovi e
stimolanti.
ü
cibi artificiali o malsani
ü
digiuni
ü
menù fissi, spesso sgraditi
ü
incomprensione umana di bisogni particolari in determinati momenti
In natura l’animale osserva dei menù
che variano generalmente con le stagioni, a seconda del tipo di cibo
reperibile nei vari periodi.
Inoltre, esattamente come noi, ci sono
momenti in cui un animale avrebbe bisogno di un cibo o più fresco, o più
leggero, o di digiunare in pace.
L’errore più comune che gli esseri
umani compiono nell’addestrare degli animali è quello di considerare
‘sbagliata’ o ‘cattiva’ la loro forza vitale, che si oppone
all’addestramento in quanto forza che si scontra con la naturale spinta
verso la libertà.
Si punta al risultato da ottenere,
tralasciando il benessere dell’animale e il suo vissuto interiore.
Esattamente come i bambini, che
dipendono dagli adulti per la loro sopravvivenza, anche gli animali se
vengono picchiati e maltrattati ben presto vengono a patti e si
sottomettono, accettando di fare quello che viene loro richiesto.
Rischiamo però di perdere, nell’adattamento, la loro individualità e la
loro ricchezza emotiva.
L’addestramento dovrebbe mescolarsi e
confondersi con il naturale sviluppo di un’amicizia che può nascere tra
un essere umano e un animale. Il cane ama il padrone di un amore simile
a quello dei bambini per i genitori, e desidera compiacerlo ed è felice
quando ci riesce. Ma non tutti gli animali trovano l’essere umano così
affascinante. L’adattamento deve essere compiuto da entrambe le parti e
non si può pretenderlo soltanto dall’animale.
Chi era Edward Bach ?
Era un Medico inglese
nato nel 1886 a Birmingham. Lavora inizialmente in ospedale e si dedica
presto alla ricerca nel campo dei vaccini e in particolare delle
malattie intestinali. Durante questi studi, si rende conto che esiste
una correlazione ricorrente tra malattia e personalità del paziente. E’
in questo periodo che gli viene diagnosticato un tumore che l’avrebbe
portato alla morte entro pochi mesi. Decide di tuffarsi negli studi per
finalizzare la sua ricerca; è in questo periodo che legge Hannemann (il
fondatore dell’omeopatia), studia ed approfondisce questa disciplina. Fa
alcune scoperte importanti tutt’oggi usate per cure intestinali.
Intanto passano i mesi e
gli anni; decide di trasferirsi in Galles dove avvia e approfondisce la
ricerca sui fiori facendo, di fatto nascere, la floriterapia. In tre
anni scoprì, ottimizzò le tecniche per la preparazione dei primi “12
fiori guaritori” e scrisse il libro “Guarisci te stesso”. Bach era
dotato di grandissima sensibilità, al punto da riuscire a captare
l’influenza energetica dei fiori su se stesso, semplicemente mediante il
contatto fisico con essi.
Nonostante la guerra che
gli fu fatta dalla medicina ufficiale, che lo espulse dai registri
ufficiali, egli andò avanti nei suoi studi, scoprendo altri 17 rimedi.
Nel novembre del 1936,
dopo aver terminato la sua ricerca, con la scoperta totale di 38 rimedi
e aver scritto altri due libri, morì nel sonno, stroncato da un infarto
all’età di 50 anni.
Non è facile riassumere
in poche parole lo studio e i concetti espressi da Bach, ma possiamo
affermare che è il primo, nel mondo occidentale, che ha una concezione
olistica dell’uomo (e di conseguenza degli esseri viventi
in genere).
E’ importante capire la
visione in cui la malattia viene vista, “non
come un errore o una punizione, ma solamente un correttivo, uno
strumento di cui l’anima si serve per richiamare la nostra attenzione
sui nostri errori, per metterci in guardia di fronte a errori
maggiori,…”
Bach considera la malattia una disarmonia con la natura e utilizza, anzi
ci permette di utilizzare in una sorta di auto-cura, i fiori per
ritornare in armonia col nostro IO e di conseguenza con tutto ciò che ci
circonda e che ci influenze, ma che influenziamo anche noi.
Bach ha individuato 38 fiori (rimedi) suddividendoli per
gruppi. Ogni gruppo serve a “curare” degli stati emozionali negativi,
riportandoli in equilibrio.
a)
Fiori per la paura:
-
MIMULUS x Timidezza-Coraggio
-
ASPEN x Panico-Fede
-
ROCK ROSE x Panico-Eroismo
-
CHERRY PLUM x Terrore-Padronanza di sé
-
RED CHESTNUT x Pessimismo-Ottimismo
-
IMPATIENS x Frenesia-Pazienza
-
CERATO x Dubbio-Certezza
b)
Fiori per la depressione:
-
LARCH x Sfiduci-Audacia
-
ELM x Stanchezza-Sostegno
-
PINE x Senso di colpa-Perdono
-
SWEET CHESTNUT x Disperazione-Salvezza
-
WILLOW x Rancore-Comprensione
-
STAR OF BETHLEM x Disorientamento-Risoluzione
-
GORSE x Disperazione-Speranza
c)
Fiori per il distacco dalla realtà:
-
HONEYSUCKLE x Rimpianto-Superamento
-
CLEMATIS x Fantasticheria-Presenza
-
OLIVE x Esaurimento-Rigenerazione
-
WILD-ROSE x Apatia-Vitalità
-
WHITE CHESTNUT x Fragore (mentale)-Silenzio
-
MUSTARD x Tramonto-Aurora
-
CHESTNUT BUD x Distrazione-Aprrendimento
d)
Fiori per il conflitto con la realtà:
-
AGRIMONY x Conflitto-Armonia
-
CENTAURY x Sottomissione-Volontà
-
WALNUT x Influenzabilità-Libertà
-
HOLLY x Odio-Amore
-
CHICORY x Possessività-Altruismo
-
VERVAIN x Fanatismo-Moderazione
-
BEECH x Fastidio-Tolleranza
-
VINE x Dominazione-Servizio
e)
Fiori per il conflitto con sé stessi:
-
ROCK WATER x Rigidità-Duttilità
-
SCLERANTHUS x Indecisione-Chiarezza
-
GENTIAN x Abbattimento-Fiducia
-
WILD OLD x Dubbio-Direzione
-
HORNBEAM x Insofferenza-Freschezza
-
CRAB APPLE x Senso di contaminazione-Purezza
f)
Fiori per l’isolamento interiore:
-
WATER VIOLET x Senso di superiorità-Condivisione
-
OAK x Inflessibilità-Flessibilità
-
HEATHER x Egocentrismo-Empatia
Altre
informazioni utili:
Posologia: La quantità di
gocce da prendere è la stessa, sia che si tratti di cuccioli o di
adulti, di grande o piccola taglia, gatti, cani o persone.
4 gocce, 3 o 4 volte al giorno
direttamente in bocca (ottimale) o nell’acqua della ciotola.
Eventuali sovradosaggi non comportano
problemi particolari in quanto il corpo assume la quantità necessaria
escludendo quella in eccesso.
Inoltre l’utilizzo di fiori non idonei
alla disarmonia da riequilibrare non hanno alcun effetto sul paziente;
ecco che in presenza di altri animali che utilizzino la stessa ciotola,
non c’è alcun problema se l’acqua con le gocce verrà bevuta anche dai
cani non in cura; a loro le gocce non faranno alcun effetto.
Avvertenze per la conservazione:
Non mettere il preparato in
frigorifero
Non lasciare al sole o in posti
particolarmente caldi
Non lasciare vicino a fonti di
emissioni energetiche come: motori, microonde, telefonini, computer,
ecc…
CONTROINDICAZIONI:
- Non esistono controindicazioni per l’uso dei fiori anche in
concomitanza di terapie tradizionali come farmaci, antibiotici, ecc…
- In caso di cure omeopatiche e/o naturali è opportuno avvisare il
medico veterinario, in quanto l’ambito energetico potrebbe influire
sull’utilizzo di altre cure analoghe.
Bibliografia:
- Fiori di Bach per gli animali
Laura Catullo Xenia Editore
- Anima-li e fiori di Bach
Leandro Borino Nova Scripta Editore
- Repertorio ragionato dei fiori di Bach
Claudia Valsecchi Comunication Service Group
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