
Il gioco per il gatto è un’importante attività sia nel periodo dello
sviluppo sia nell’età adulta.
Spesso si pensa che il gatto sia un animale indipendente e che per
questo non serva educarlo come invece si fa con il cane ma questo
concetto non è sempre vero, se si considera che tanti gatti vivano
all’interno di appartamenti, a stretto contatto con le persone, senza
avere la possibilità di esplorare, uscire, fare esperienze di caccia.
Ecco, quindi, che diventa di fondamentale importanza, dotare la casa di
oggetti che possano attrarre ed incuriosire i mici, oggetti cioè, da
inseguire, toccare, e perché no, mordere e graffiare. Ecco allora che
potrebbero fare al caso nostro, palline di carta, di gomma, fili
trasparenti con attaccate delle piume svolazzanti, scatole dove potersi
introdurre, sacchetti di carta dove nascondersi, piccoli topolini di
peluche da rincorrere e gli esempi potrebbero continuare all’infinito.
Basta un po’ di fantasia.
Accanto al gioco solitario, che è gran fonte di gioia e soddisfazione
per il micio, c’è anche un gioco da realizzare insieme al proprio micio:
quanti sono i proprietari di gatti che raccontano del loro felino che
riporta la pallina lanciata, esattamente come i cani?
Tanti…
Ma cerchiamo di capir meglio il significato del gioco per il micio.Il
gattino inizia ad interessarsi agli oggetti e a giocarci a circa otto
settimane di vita ed è proprio in questo periodo che diventa
fondamentale insegnare al micino a giocare in modo adeguato ed
indirizzare l’attenzione sugli oggetti. |
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Può essere
piacevole e divertente far giocare il gattino con parti del corpo del
proprietario ( ad esempio mani e piedi ), ma quando il gatto
gradatamente crescendo, aumenterà di dimensione fisica, potenza dei
denti ed affilerà gli artigli, gli agguati e le prese risulteranno
dolorosi per il proprietario e soprattutto difficile da controllare e da
evitare.
Che fare quindi quando
il micio sfoga i suoi istinti di caccia con graffi e morsi su mani,
gambe e parti del nostro corpo?
Primo – evitare di premiarlo
se gioca con parti del nostro corpo ed evitare di assecondarlo
facendogli continuare a mordere, per esempio, le dita di una mano.
Secondo – interrompere il
comportamento, non appena il gatto inizia a mordere la nostra mano o la
nostra gamba (eventualmente indossare un guanto pesante). Di
fondamentale importanza è il comportamento del proprietario che deve
letteralmente immobilizzarsi. Inutile sgridare il micino, urlare contro
di lui, e, soprattutto, divincolarsi perché quest’ultimo sarebbe il
normale modo di reagire di una preda. Restare immobili scoraggia il
gatto. In contemporanea, se si riesce, si potrà spostare la sua
attenzione, lanciano, per esempio, un oggetto.
Giocare con il gatto,
quindi, non vuol dire farsi graffiare braccia e mani. Si potranno usare
una bacchettina con un filo e attaccare una pallina, un oggetto o delle
piume. Solo così il nostro micio capirà che per giocare con noi, sarà
indispensabile la presenza di un gioco/preda, ma che se trasformerà le
nostre mani e gambe in prede, non avrà alcuna gratificazione ed otterrà
solo l’interruzione dell’interazione sociale. |